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Il prof Nicola Catino alla presentazione: Bari, un viaggio nell'anima antica e moderna della città

06 Luglio 2023 23:10 3 minuti di lettura riccardo67admin

Durante l’inaugurazione della mostra “Luce: colore dell’anima” a Bari, il professor Nicola Catino ha regalato al pubblico un’entusiasmante prospettiva sulla storia e la bellezza di questa città. Con uno stile coinvolgente e vicino alle esperienze personali, il professor Catino ha invitato i presenti a esplorare e apprezzare appieno il fascino di Bari, distinguendo tra il suo borgo antico e la città moderna.

Esplorare il cuore storico di Bari

Il professor Catino ha iniziato il suo intervento sottolineando che chiamare il borgo antico di Bari “vecchia” non è affatto un insulto. Al contrario, è un tributo alla sua lunga e affascinante storia, che risale al diciannovesimo secolo a.C. Ha messo in risalto che persino Roma, fondata solo sette secoli prima di Cristo, è considerata antica, quindi Bari merita un rispetto analogo. Il professor Catino ha quindi presentato il concetto di “borgo murattiano”, una parte moderna della città che si estende al di fuori delle antiche mura.

La conoscenza come chiave per apprezzare Bari

Per comprendere appieno la bellezza di Bari, il professor Catino ha affermato che non basta limitarsi a una semplice passeggiata attraverso il centro storico o a visitare le famose cattedrali di San Nicola e Santa Maria del Buon Consiglio. È fondamentale immergersi nella ricchezza e nella bellezza nascoste della città, che include anche le persone che hanno plasmato la sua storia. Il professor Catino ha condiviso un’esperienza personale, ricordando l’amico di famiglia, il padre Pasquale, che nonostante non fosse un artista famoso, ha creato opere d’arte nel suo studio che erano tanto preziose e significative quanto quelle dei grandi maestri come Leonardo e Michelangelo.

La Puglia, un tesoro da scoprire

Il professor Catino ha ampliato il suo discorso, evidenziando che Bari è solo una delle gemme della regione pugliese. Ha invitato il pubblico a non limitarsi a una breve sosta durante il viaggio verso mete turistiche più rinomate come Alberobello. Ha sottolineato l’importanza di esplorare anche luoghi meno conosciuti, come l’area archeologica di San Pietro, che custodisce testimonianze dell’uomo preistorico. Il professor Catino ha incitato gli ascoltatori a continuare a scoprire e gustare le meraviglie di Bari e della Puglia, promettendo esperienze indimenticabili che andranno ben oltre le aspettative dei turisti.

La comunicazione attraverso l’arte

Durante il suo intervento, il professor Catino ha proseguito con una riflessione sulla capacità degli artisti di cogliere ciò che gli altri non vedono. Ha sottolineato che gli artisti, in particolare i pittori, hanno il dono di percepire e rappresentare la bellezza in modo unico. La loro abilità nel vedere la bellezza fa meravigliare la gente e apre gli occhi di tutti verso l’essenza stessa dell’esistenza.

Il professor Catino ha raccontato una parabola per illustrare questo concetto. La storia riguardava un pittore che aveva il dono di vedere e raffigurare la bellezza. Questo pittore era un maestro nell’elevare momenti apparentemente ordinari della vita e trasformarli in quadri straordinari. Un giorno, decise di dipingere il ritratto di una fanciulla che nessuno aveva mai considerato bella. Nonostante le critiche e le perplessità delle persone che non comprendevano la sua scelta, il pittore riuscì a catturare la bellezza interiore della fanciulla, trasformando le sue insicurezze in un’opera d’arte che suscitò meraviglia in tutti coloro che la guardarono.

Il professor Catino ha continuato il suo discorso evidenziando che il pittore non si fermava solo alla bellezza esteriore, ma riusciva a raffigurare anche la bellezza dell’anima. Raccontò di un altro quadro, in cui il pittore dipinse il ritratto di una donna anziana. Attraverso i tratti del suo volto e delle sue mani, il pittore riuscì a trasmettere la saggezza, l’amore e la bontà di questa persona, illuminando l’opera con la luce dell’anima. Le persone che osservavano il quadro si sentivano abbracciate da quella luce e ne riconoscevano la grandezza interiore.

Il professor Catino ha sottolineato che Enrica e Domenico, con le loro opere, riescono a comunicare un messaggio simile. I loro quadri vanno oltre le differenze di genere e si concentrano sull’essenziale, riuscendo a suscitare emozioni profonde negli osservatori. Non sono facilmente riconducibili a una corrente artistica specifica, poiché hanno assorbito influenze diverse e hanno sviluppato uno stile personale che riflette la ricchezza della loro interiorità.

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